Faceva prostituire la figlia 12enne: chiesti 6 anni di carcere per la mamma-maitresse

La trentaduenne di Pontecagnano, finita in carcere lo scorso gennaio per aver fatto prostituire la figlia dodicenne, rischia sei anni di reclusione. Questa, almeno, la richiesta formalizzata ieri dal sostituto procuratore Elena Guarino davanti al Gup del tribunale di Salerno, Renata Sessa all’esito della sua requisitoria nel corso della quale ha chiesto a carico della donna la condanna per le accuse di organizzazione della prostituzione ed estorsione chiedendo invece l’assoluzione per l’ipotesi di reato di sfruttamento della prostituzione.
Pesantissime le accuse formulate a carico della donna che rischia anche di perdere la potestà genitoriale, incastrata nell’ambito di una delicata indagine ed accusata di aver venduto la figlia ad alcuni suoi clienti offrendola per pochi spiccioli. Era stata la stessa minore,come ha ricordato l’edizione di Salerno de Il Mattino, che si trova ora in una casa famiglia insieme alla sorellina di appena un anno, a confermare la primavera scorsa nell’ambito di un delicatissimo incidente probatorio, parte delle accuse nei confronti della genitrice.
L’adolescente aveva affermato di non essere mai stata protetta dalla madre che la portava con sé dall’anziano e da altri uomini con i quali si appartava lasciandola aldilà della porta. E di non poter mai perdonare la madre per “le cose brutte” che le ha fatto fare ma che, nel corso dell’incidente probatorio, non ha voluto rivelare. La donna, dal canto suo, ha sempre respinto ogni addebito affermando di non aver mai fatto prostituire la figlia, anzi di aver tentato di “far cadere in trappola” l’anziano coinvolto, temendo che davvero l’uomo volesse avere rapporti con la figlia.che si trovano ora nella stessa casa famiglia.