“Nel cuore di Napoli non si nasce più” è l’allarme lanciato sui social dalle suore del Monastero delle Cappuccine di Napoli . “Il 18 dicembre scorso, nel silenzio e nell’indifferenza dell’intera città di Napoli, sono stati chiusi il reparto di maternità ed il pronto soccorso ostetrico ginecologico dell’ospedale degli Incurabili:l’ospedale fondato nel 1522 dalla nostra fondatrice Maria Lorenza Longo a favore soprattutto per le donne! Ancora oggi,nonostante l’incuria delle istituzioni, è un cuore pulsante nel centro antico della nostra amata città, luogo di umanità e da secoli centro di cura del corpo e dell’anima. Luogo Santo e attraversato da Santi che sull’esempio della nostra venerabile Maria Lorenza Longo hanno consumato la vita per i più bisognosi.. Chi volesse firmare la petizione per la richiesta dell’immediata riapertura del reparto maternità e del pronto soccorso nel centro storico, può mettersi in contatto con noi attraverso fb o Francesco Galluccio L’ Atrio delle Trentatrè! Siamo certe che un luogo che accoglie la nascita di circa 800 bambini all’anno non è destinato a finire”. Un appello che ora viaggia spedito sulla rete da qualche giorno un comitato di cittadini ha lanciato addirittura una petizione on line indirizzata al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e al sindaco Luigi De Magistris ” I sottoscritti cittadini, preoccupati dall’ attuale situazione che non vede un Punto Nascita in tutto il Centro Storico, chiedono alle SS.VV. che presso il Presidio Ospedaliero “S. Maria del Popolo degli Incurabili” si realizzi: L’immediata riapertura del Reparto di Maternità con Pronto Soccorso Ostetrico e Ginecologico La ripresa e immediata consegna a data certa dei lavori della Casa del Parto La riapertura di un Pronto Soccorso Generale per tutto il Centro Storico”. Farmacie, studi medici, attività commerciali, semplici cittadini che sensibilizzano i cittadini e raccolgono firme per la petizione proposta dal Comitato Pro Ospedale Incurabili , costituito da associazioni culturali operanti sul territorio. “Senza bandiere ne colori politici, ma solo l’amore per l’ospedale dei napoletani”

Longobardi