Capaccio: uccide moglie e figlio, brucia i corpi e poi si impicca

Avrebbe ucciso la moglie e il figlioletto di appena due mesi, per poi impiccarsi. E’ l’ipotesi sulla quale lavorano gli inquirenti dopo la scoperta di una famiglia di nazionalità romena, marito e moglie, entrambi di 29 anni, e del neonato di appena due mesi, trovati morti in una casa di Capaccio Paestum. All’interno dell’abitazione, una casa-vacanze in località Torre di Mare, in via delle Giuncaie, i carabinieri, avvertiti dai vicini per il denso fumo sprigionato dalla villetta, hanno rinvenuto dapprima i corpi della madre e del piccolo nella stanza da letto, semicarbonizzati, mentre il corpo dell’uomo era all’interno del bagno, impiccato ad una delle sbarre della doccia. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe prima aggredito la donna, colpendola più volte con un’arma da taglio, poi avrebbe cosparso lei e il bambino di liquido infiammabile dandogli fuoco. Successivamente, si sarebbe tolto la vita dapprima ferendosi con la stessa arma da taglio e quindi impiccandosi. Questa la principale ipotesi al vaglio degli inquirenti, che non escludono però altre piste. Dopo i rilievi della Sezione Investigativa Scientifica di Nocera, effettuati questo pomeriggio insieme ad un primo esame esterno dei corpi da parte del medico legale, la Procura della Repubblica di Salerno, titolare dell’indagine, e i carabinieri della Compagnia di Agropoli sono adesso impegnati ad analizzare tutti gli elementi emersi durante il sopralluogo per chiarire in maniera definitiva le cause e la dinamica della tragedia. Intanto, c’è sconcerto e dolore tra i vicini di casa. “Questa zona è abitata soprattutto da stranieri, nordafricani, romeni, ucraini”, spiega un agricoltore del posto di 52 anni. “E’ un via vai continuo di gente – continua -, di notte e di giorno. Qui, spaccio e prostituzione sono la regola. Ho un terreno a poche centinaia di metri da qui, sono passato col trattore di prima mattina, ma non mi sono accorto di niente. Preoccupato? Si vive in questo modo da tanto tempo. Io faccio il mio onesto lavoro, ma non è un segreto per nessuno che la zona sia frequentata da ogni tipo di gente”. “Lei era molto giovane – conclude un altro vicino, di circa 30 anni. – Ogni tanto la vedevo portare a spasso il bambino col passeggino. E’ una tragedia assurda”.

Redazione Cronache della Campania