”Stiamo attraversando un preoccupante momento di delitti, di scontri tra gruppi camorristici che seminano morti e terrore. C’è angoscia perché sono soprattutto giovani quelli che spregiudicatamente si contendono il comando per i commerci e gli affari illeciti e redditizi. Per questo ho rivolto l’invito al popolo di Dio e a tutti gli uomini di buona volontà – dice oggi in un appello il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli richiamando la lettera alla Diocesi e alla città del 15 maggio – per ritrovarci insieme ad esprimere la voglia di riscatto e di speranza, ad elevare il nostro grido di dolore per le numerose vittime, in alcuni casi innocenti, della violenza omicida, a chiedere a coloro che vivono di criminalità e camorra di pentirsi per il loro bene e di Napoli, perché il futuro non si costruisce con il sangue e le armi, ma con il coraggio degli uomini liberi e forti”. L’appuntamento con la ‘Veglia Mariana per Napoli è per martedì, 31 maggio, alle 18, da Forcella alla Cattedrale nell’ambito di una Giornata di preghiera e digiuno. ”In una mia Lettera Pastorale di qualche anno fa – prosegue il cardinale Sepe – scrissi che ‘per amore del mio popolo non tacerò’. Fedele a quell’impegno e forte dell’amore che accompagna la mia azione pastorale nella città e nel territorio della Diocesi, ho ritenuto di convocare, a nome di tutta la Chiesa, una Giornata di preghiera e digiuno, con una processione penitenziale e la Veglia Mariana per chiedere al Signore, attraverso l’intercessione della nostra Madre Celeste e del patrono San Gennaro, la pace, la serenità sociale, la civile convivenza, il rispetto della persona e della vita, la conversione di coloro che, con la violenza, lo spargimento di sangue e la prepotenza, distruggono se stessi, le loro famiglie, le nostre amate città”. ”Sono certo che tutti coloro che amano veramente Napoli  e la nostra terra saranno a Forcella per marciare poi fino alla Cattedrale” prosegue l’arcivescovo di Napoli e aggiunge: ”Saremo tantissimi, credenti e non credenti, nella preghiera, nel raccoglimento e nella condivisione. Dobbiamo far sentire la voce vera di Napoli, quella voce che è gioia di vivere, è cordialità e accoglienza, è rispetto degli altri, è speranza di futuro, è amore. Abbiamo imparato, come Chiesa, ad uscire dalle sagrestie per stare tra la gente per condividerne aspirazioni, ansie, problemi. So che non resteremo soli né in pochi, perché tutti insieme vogliamo manifestare il nostro grande amore per questa Città e per i suoi abitanti”. ”Vogliamo cantare tutti insieme la bellezza di NAPOLI, che sa aprirsi agli altri e sa conquistare l’interesse e l’ammirazione dei turisti e di chi vuole venire a investire a NAPOLI, ritenendola città sicura e degna di essere amata” conclude il cardinale Sepe.

Redazione Cronache della Campania