Il pentito Di Lorenzo legato ai Lo Russo e agli Stolder è anche l’assassino dell’ucraino eroe di Castello di Cisterna

Ha aiutato gli inquirenti a fare luce su un cold case del 2011, ma e’ in carcere per essere uno dei due killer di Anatolij Korol, il 38enne operaio ucraino medaglia d’oro al valor civile che l’anno scorso perse la vita difendendo la cassiera di un supermercato di Castello di Cisterna, nel Napoletano, dalla violenza dei malviventi. Marco Di Lorenzo, 32 anni, in cella come il fratellastro 20enne Gianluca Ianuale, per quella rapina finita nel sangue nel settembre del 2015 si e’ pentito e, oltre a raccontarne gli scenari e la dinamica, si e’ autoaccusato di aver fatto parte del commando che il 22 gennaio 2011 ha ucciso Corrado Nunneri, affiliato a uno dei due gruppi camorristici che si contendevano gli affari di droga ed estorsioni a Castello di Cisterna legati a due diversi clan di NapoliDi Lorenzo non e’ l’unico collaboratore di giustizia che ha orientato le indagini dei carabinieri (ci sono infatti anche il fratellastro e il boss Maurizio Ferraiuolo, reggente del clan Stolder), ma le sue dichiarazioni ben si incastrano con intercettazioni ambientali e risultati delle prime indagini. Cosi’ il gip Giuliana Pollio ha potuto firmare una misura cautelare a carico di Salvatore Scappaticcio, leader di un gruppo locale legato alla cosca partenopea dei Lo Russo, Anna Libero, con lui mandante dell’esecuzione di Nunneri ma anche la donna che forni’ appoggio logistico ai sicari in casa della sorella Rosa, e Mario Ischero, l’uomo che giudava la Ford Focus utilizzata per l’agguato. Alle 19 di una sera di gennario di 5 anni fa, Scappaticcio e i suoi, compreso Di Lorenzo, attesero sotto casa sua, in via Madonna delle Stelle, Nunneri, che arrivo’ a bordo di una Fiat Punto insieme ad Antonio Mannala’, rimasto illeso perche’ i sicari ritennero non potesse individuarli. La vittima parcheggio’, ando’ nel suo appartamento e torno giu’ in pochi minuti, senza sapere che all’ingresso, come racconta Marco Di Lorenzo in due verbali del 5 e del 25 settembre 2015, lo attendevano Scappaticcio e un’altra persona (Rosario Guadagnolo) per ucciderlo. Una pistola si inceppo’ (quella di Guadagnolo) mentre lo feriva, e, quando Nunneri era in ginocchio, arrivo’ la gragnuola mortale di colpi sparata da Scappaticcio. Sul luogo del delitto, la Scientifica trovo’ 10 bossoli calibro 9×9 e due calibro 9×21. Corrado Nunneri era nel gruppo di Giuseppe D’Ambrosio, detto Peppe ‘a cacaglia, legato agli Stolder, che Scappaticcio voleva eliminare per prendere il controllo delle attivita’ illecite a Castello di Cisterna.

Redazione Cronache della Campania