Angri. Gli spari, la difesa, il ritrovamento della pistola: Giuseppe e Antonio Roberto Palo, padre e figlio accusati di duplice tentato omicidio chiedono di essere scarcerati. Il 9 settembre i giudici del Tribunale del Riesame valuteranno l’istanza degli avvocati Michele Avino e Luigi Calabrese. La difesa chiede, inoltre, un esame antropometrico per escludere le responsabilità di Antonio Roberto, figlio di Peppe ‘o zingariello, accusato di aver guidato la moto utilizzata per sparare a Rosario Rega e Luigi ‘Omar’ Coppola. Il giovane si è sempre professato innocente, mentre il padre che ha confessato di essere l’autore del duplice ferimento ha sempre escluso la sua partecipazione all’agguato. La difesa insiste sulle circostanze emerse nel corso delle indagini e sulle prove fornite da Giuseppe Palo, costituitosi pochi giorni dopo l’agguato di luglio scorso in Piazza Madonna delle Grazie ad Angri. Il 52enne angrese che la settimana scorsa ha fatto ritrovare la pistola Tanfoglio calibro 9×21 con ancora tre colpi nel caricatore ha sostenuto di aver desistito dall’intento di uccidere i due 31enni angresi. Voleva solo dare loro una lezione per una richiesta estorsiva fatta ad un suo amico.

Si valutano le responsabilità dei due indagati, entrambi ancora detenuti nel carcere di Fuorni. Giuseppe Palo ha riferito agli inquirenti che lo hanno interrogato più volte di aver agito insieme ad un cittadino straniero che spesso lavorava con lui e che guidava la moto utilizzata per rintracciare, Rosario Rega e Luigi Coppola con i quali poche ore prima dell’agguato aveva avuto un violento diverbio. Una questione che si trascinava da circa un mese quella tra il commerciante di autoricambi e i due pregiudicati angresi, relativa alla vendita proprio di un ricambio auto ad un amico di Palo e per il quale Rega aveva tentato un’estorsione.

Il tribunale del Riesame valuterà le prove a carico dei due indagati, accusati di tentato omicidio, porto e detenzione di armi e spari in luogo pubblico. (r.f.)

Redazione Cronache della Campania