C’è un indiziato o meglio un ricercato per l’omicidio dell’ingegnere Vittorio Materazzo ucciso ieri sera sotto la sua abitazione al viale Maria Cristina di Savoia, a Chiaia, nel salotto-buono di Napoli. Si tratta di un tossicodipenente che aveva dei rapporti conoscenza con la vittima. Un testimone oculare dell’omcidio  ha descritto il delitto nei dettagli e ha fornito una serie di particolari sull’assassino che hanno portato gli investigatori ad avere un quadro ben preciso. La sua cattura dovrebbe essere questione di ore a meno non vi sia qualcuno che lo aiuti nella latitanza o il classico colpo di scena. Una persona che abita al secondo piano del palazzo dove in strada si è consumato l’omicidio ha spiegato che l’assassino dopo aver avvicinato l’ingegnere Materazzo ha prima parlato brevemente con lui e poi ha cominciato ha picchiarlo violentemente con dei pugni al volto che lo hanno tramortito. Quindi ha estratto un coltello e ha cominciato a vibrare fendenti alle apalle e al torace. E infine il colpo di grazia, ovvero il taglio della giugulare. L’ingegnere è morto dissanguato in pochssimo tempo. Oggi pomeriggio nell’abitazione di Materazzo  gli uomini della squadra mobile di Napoli, che stanno conducendo le indagini sotto il corrdinamento del pm Luisanna Figliolia, hanno sequestrato un telefonino e il portatile del professionista. Gli investigatori sperano di avere un quadro ancora più chiaro attraverso le mail e soprattutto attraverso il traffico telefonico. Ci sarebbe un sms di appuntamento con l’assassino, preceduto da due telefonate, che sicuramente Vittorio Materazzo conosceva. E si vuole appuare anche grazie al telefonino la cella del numero di telefono che ha agganciato la zona al momento del delitto. Gli investigatori stanno anche controllando i conti correnti e spulciando nella sua attività lavorativa. Tutto può essere utile a chiarire il barbaro assassinio che ha sconvolto uno dei saolotti buoni del centro di Napoli. Altre piste al momento sembrano tutte scartate.

Redazione Cronache della Campania