Funzionari di banca al servizio dei clan del Salento. E’ questo il particolare emerso nel corso della conferenza stampa di stamattina, alla Procura di Lecce, che ha portato all’arresto di decine di persone tra Lecce e Galatina. Per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio sono indagati anche sei funzionari di banca degli istituti Credem, Unicredit e Banco Napoli. Dei sei funzionari sotto accusa due sono indagati per concorso esterno in associazione mafiosa e quattro per concorso esterno in riciclaggio. Si tratta, come ha riferito in conferenza stampa il procuratore di Lecce, Cataldo Motta, di direttori e vicedirettori di filiali di Credem, Unicredit e Banco di Napoli; quattro sono in servizio a Lecce e due a Bari, e a tutti è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Secondo quanto indicato nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del tribunale di Lecce Cinzia Vergine (su richiesta del pm Alessio Coccioli), i sei funzionari di banche, al momento indagati, sono accusati di aver avuto accesso a informazioni di carattere privato delle loro banche e di averle divulgate ai componenti di tre gruppi criminali che in perfetto accordo, seppur in maniera separata, avevano messo su un giro usurario milionario a Lecce e Galatina. Un primo gruppo avrebbe fatto capo ai fratelli Persano e al loro cugino Oronzo, un secondo gruppo a Pasquale Briganti, alias ‘Maurizio’, e un terzo alla famiglia Caroppo. Secondo quanto riferito dal procuratore Motta, i funzionari, approfittando del loro ruolo, avrebbero agevolato le operazioni bancarie dei clan, omettendo di segnalare all’autorità vigilante sulle norme antiriciclaggio le operazioni sospette e persino indirizzando le vittime verso gli usurai. L’indagine è nata sulla scorta dell’operazione denominata ‘Shylock’ del 2010, che portò alla scoperta di un vasto giro usurario

Redazione Cronache della Campania