Anna Aieta, moglie di Francesco Mallardo, il boss di Giugliano, una che “quando parla tutti ascoltano”, come dicono molti pentiti eccellenti, aveva diversificato i suoi investimenti ed era riuscita a ottenere rendite mensili personali per quasi ventimila euro. Il grosso dei suoi guadagni lei lo ricicla in diamanti di fattura pregiata che sceglie personalmente da venditori di fiducia che sanno perfettamente con chi avevano a che fare. E’ uno spaccato delle indagini di Dia Napoli, carabinieri, finanza e polizia che ha portato all’arresto della moglie del capolan e di altre tre persone. Quello della Aieta e del marito e’ un impero economico che si regge sul denaro in contanti, milioni e milioni di euro che andavano in qualche modo investiti. Ma gli inquirenti sono riusciti a individuare almeno una parte delle rendite personali di Anna e ‘Ciccio’ Mallardo. La coppia aveva per esempio 500 mila euro investiti in titoli dai quali ottenevano interessi per 4.500 euro al mese; poi 700 mila euro dai quali ricevano 86 mila euro di interessi all’anno; e ancora 500 mila euro dai quali avevano 5 mila euro al mese; 200mila euro in conti correnti, 25 mila euro bloccati in assicurazioni e poi i brillanti. Il marito della figlia, Salvatore Lucente, aveva invece comprato una yacht di 14 metri, un Atlantis 47 con interni in mogano superlusso che aveva pero’ intestato a una donna, finita nel registro degli indagati per riciclaggio. Anna Aieta erogava anche ‘finanziamenti’ in cambio di assegni per garanzia, gestendo una sorta di banca privata. Per questo reato sono indagate sette persone, tra le quali lei e il genero.

Anna Aieta, 58 anni, moglie del boss Francesco Mallardo, secondo le indagini della Dia, sviluppate insieme a carabinieri, polizia e guardia di finanza, aveva assunto un ruolo di primo piano nella compagine dei Mallardo, nonche’ un ruolo di garanzia per l’alleanza con i clan Bosti e Contini, attivi nel centro di Napoli, garantita anche dal fatto che le sue sorelle sono mogli di capi di queste cosche. Le accuse contestate a vario titolo agli elementi apicali dei Mallardo e agli imprenditori arrestati sono di associazione a delinquere di stampo mafioso ma anche intestazione fittizia di beni e riciclaggio. L’indagine del Centro Operativo napoletano si focalizza sul reinvestimento in attivita’ economiche lecite degli enormi guadagni del clan, soprattutto in supermercati e attivita’ di commercializzazione del pane e di prodotti da forno. Eseguiti anche se questi impegni per 10 milioni di euro. Gli indagati sono 17. Oltre alla cooperazione con Bosti e Contini, che ha consentito ai Mallardo attivi nell’area di Giugliano e sul litorale flegrea, di essere presenti a Napoli, il gruppo criminale ha da tempo rapporti anche con i Bidognetti, fazione dei Casalesi, per la pianificazione delle attivita’ estorsiva nel litorale domitio, tra Casertano e Napoletano. “Proiezioni affaristiche” dei Mallardo, come scrive il gip, arrivano anche in Lazio e in Toscana,Le misure cautelari in carcere emesse dal gip di Napoli riguardano dunque Anna Aieta, il genero Salvatore Lucente, e due imprenditori, Ciro Nadi De Fotis e Gaetano Esposito. L’indagine e’ focalizzata sul gruppo all’interno del clan Mallardo che fa capo proprio al boss Francesco ed e’ attivo sia a Giugliano che nella zona di Napoli del Vasto; e l’inchiesta mostra anche l’attuale persistenza della cosidetta Alleanza di Secondigliano (cartello di clan dell’area Nord del capoluogo campano, ndr.) e i proficui rapporti tra il clan Mallardo e altri clan attivi nella provincia settentrionale di Napoli a Napoli. La conferma dell’attuale operativita’ dell’Alleanza di Secondigliano, con la quale i Mallardo hanno ottimi rapporti proprio perche’ le tre sorelle Aieta (Anna, Rita e Maria) hanno sposato rispettivamente: Francesco Mallardo capo del clan Mallardo, Eduardo Contini capo dell’omonima cosca e Patrizio Bosti che e’ al vertice dell’omonima ‘famiglia’, emerge nello spaccato considerato degli investigatori che va dal 2010 ad oggi. Registrazioni di intercettazioni ambientali nella casa di Sulmona in cui e’ ai domiciliari il boss Francesco Mallardo del 2014 raccontano come esponenti di vertice dei Bosti e dei Contini, due delle famiglie dell’Alleanza, fanno riferimento a lui per decisioni e cercano il suo benestare per investimenti di natura economica. Associazione a delinquere di stampo mafioso, esercizio abusivo del credito, intestazione fittizia di beni, violenza privata e illecita concorrenza con violenza e minaccia, sono i reati contestati a vario titolo ai quattro indagati. Anna Aieta, insieme al genero, sono interlocutori del boss Francesco Mallardo e gli esecutori delle sue disposizioni. La donna gestisce l’esercizio abusivo del credito, mentre Salvatore Lucente ha il controllo della distribuzione del pane, la gestione dei supermercati e si occupa anche di caseifici e di commercializzazione di fuochi pirotecnici. Ciro Nadi de Fotis e’ considerato un prestanome di Lucente ed e’ un imprenditore storicamente attivo nel settore della distribuzione del pane, ma nelle sue societa’ la cosca, dicono le indagini, e’ un socio di fatto. Il boss Francesco Mallardo e la moglie poi hanno investito quasi due milioni di euro attraverso Gaetano Esposito, in modo da far perdere le tracce del denaro di origine illecita. La prova di questo e’ proprio in una conversazione nell’abitazione di Sulmona dell’ ottobre 2014.  La vicenda è venuta alla luce in maniera esplicita dall’ascolto di un’intercettazione ambientale dell’ottobre del 2014, presso la casa di Sulmona ove  Francesco Mallardo era in detenzione domiciliare, relativa ad un colloquio in cui si faceva riferimento a somme di danaro di  Francesco Mallardo che erano destinate a  Gaetano Esposito, che aveva già assunto l’impegno di riciclarle. Dal tenore dello stesso si comprendeva che GaetanoEsposito sistematicamente svolge attività di riciclaggio e che nel corso di diversi anni  Francesco Fraancesco  e  Anna Aieta gli avevano consegnato grosse somme di danaro affinché egli ne effettuasse investimenti in maniera diversificata. La conversazione si concludeva con uno scambio di soldi tra  Gaetano Esposito e c Francesco Mallardo; tale consegna veniva riscontrata anche dalla registrazione del rumore dell’apertura e chiusura del borsello che Gaetano Esposiro aveva portato con sé a cui seguiva la rendicontazione delle somme.

Insieme all’esecuzione di misure cautelari personali, sono stati sottoposti a sequestro preventivo 22 unità immobiliari, 2 unità di terreno di varia destinazione, 3 autoveicoli, 2 motoveicoli, un natante, 8 società, 74 conti correnti e/o contratti di credito. Il tutto per un valore di 12 milioni di euro oltre i due citati.

Contemporaneamente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari, sono state fatte numerose perquisizioni a carico degli indagati a piede libero.

ECCO L’ELENCO DEGLI INDAGATI

Bianco Carmine, classe ’72, di Giugliano in Campania

Cipoletta Vincenzo, classe ’66, residente a Giugliano in Campania

De Fortis Nadi Giovanni, classe ’64, residente a Giugliano in Campania

Esposito Raffaela, classe ’76, residente a Castel Volturno

Fiorillo Salvatore jr, classe ‘1983, residente a Napoli

Gotti Angelo, classe ’74, residente a Napoli

La Volla Marco, classe ’72, residente a Villaricca

Lucente Nunzia, classe ’78, residente a Napoli

Mallardo Teresa, classe ’63, residente a Piscinola

Mele Giuseppina, classe ’75, residente a Napoli

Omaggio Mario, classe ‘1989, residente a Napoli

Pianese Antonio, classe ’77, residente a Villaricca

Pizzo Cinzia, classe ’68, residente a Giugliano

Russo Rosario, classe ’83, residente a Napoli

Stasino Daniele, classe ’85, residente a Pozzuoli

Redazione Cronache della Campania