2016, un anno di cronaca: le condanne per Bosetti e Veronica Panarello (seconda parte)

1 luglio: Massimo Bossetti viene condannato all’ergastolo dalla Corte d’assise di Bergamo per l’efferato omicidio di Yara Gambirasio, scomparsa il 26 novembre 2010 da Brembate di Sopra. Dopo 10 ore di camera di consiglio il presidente della corte, Alessandra Bertoja, legge la sentenza di primo grado che conferma l’impianto accusatorio: è lui il responsabile dell’atroce delitto aggravato dalla crudeltà e dalla minore età della vittima. “E una mazzata grossissima, avevo fiducia nella giustizia” dice a caldo Bossetti, impietrito in aula alla lettura della sentenza. Il verdetto gli toglie anche la patria podestà dei suoi figli. La famiglia Gambirasio, lontana dal clamore mediatico del caso, è soddisfatta ma misurata: “E andata come doveva andare, ma questa è e resta una tragedia per tutti che non ci restituisce indietro nostra figlia”. Soddisfatto il procuratore capo di Bergamo, Massimo Meroni: “La pena è quella prevista per una persona che commette un omicidio a cui non sono riconosciute le attenuanti”. Così come il pubblico ministero Letizia Ruggeri: è lei il magistrato che fin dal primo giorno si è “spaccata la testa” per risolvere il caso, che ha condotto un’indagine “senza pari in Italia e nel mondo” con numeri da record: oltre 118mila utenze di cui sono stati acquisiti i tabulati, più di 25mila profili genetici nelle mani di polizia scientifica e Ris per una spesa di 1,3 milioni di euro. Per i giudici è lui l’uomo che nel buio del campo di Chignolo d’Isola colpisce alla testa la 13enne, poi l’accoltella più volte alla schiena, al collo, ai polsi: ferite non mortali che, unite al freddo, la porteranno alla morte dopo una lunga agonia.  12 luglio: Uno scontro frontale tra due treni tra Andria e Corato, al km 51 della ferrovia Bari-Barletta, provoca la morte di 23 persone e il ferimento di una cinquantina di passeggeri. Si tratta del più grave disastro ferroviario mai avvenuto sul territorio pugliese. L’incidente avviene al km 51, nella parte a binario unico in cui il traffico ferroviario viene gestito via telefono. Sei persone, tra cui i due capostazione, vengono indagate per l’incidente nell’inchiesta condotta dalla Procura della repubblica del Tribunale di Trani. All’inizio di agosto però, il pm Simona Merra, lascia il pool investigativo in seguito alle polemiche dopo la diffusione delle foto che la ritraggono con l’avvocato Leonardo De Cesare, difensore di Vito Piccarreta, capostazione di Andria, indagato nel procedimento. (segue) 13 luglio: il boss mafioso Bernardo Provenzano muore nell’ospedale San Paolo di Milano dove era ricoverato da più di due anni in stato quasi vegetativo proveniente dal centro clinico degli istituti penitenziari di Parma. Tre mesi prima c’era stata l’ultima proroga al carcere duro per Provenzano, una misura decisa dal ministro della Giustizia Andrea Orlando che aveva firmato il rinnovo del carcere duro per il capomafia, a dieci anni esatti dal suo arresto, avvenuto l’11 aprile del 2006, in una masseria del corleonese. 14 luglio: condanna all’ergastolo per Claudio Giardiello, l’imprenditore che il 9 aprile del 2015 all’interno del tribunale di Milano uccise tre persone e ne ferì altre due. La sentenza del gup di Brescia arriva al termine del processo celebrato con rito abbreviato. In aula, Giardiello rende dichiarazioni spontanee, sostenendo che la pistola che utilizzò in quella occasione era presente in tribunale già tre mesi prima. Armato di una pistola 7.65, Giardiello era entrato nel tribunale di Milano facendo fuoco per 13 volte e colpendo a morte il giudice fallimentare Fernando Ciampi, l’avvocato 37enne Lorenzo Alberto Claris Appiani e Giorgio Erba, 60 anni, coimputato nel processo che vedeva l’immobiliarista coinvolto in una vicenda fallimentare risalente al 2008. Feriti anche Davide Limoncelli di 40 anni, socio di Giardiello nella società ‘Immobiliare Magenta’ e il commercialista Stefano Verna, anche lui legato alla vicenda fallimentare. (segue) 24 agosto: alle ore 3:36 della notte una fortissima scossa di terremoto di magnitudo 6.1 colpisce il Centro Italia con epicentro lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli (Rieti) e di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). Interi paesi, tra cui Amatrice, vengono completamente distrutti. Almeno 292 le vittime mentre i soccorritori riescono a estrarre vive dalle macerie 238 persone (alcune delle quali moriranno in seguito). Quasi 400 i feriti portati in ospedale. Migliaia di soccorritori arrivano da tutta in Italia e si mette in moto anche la macchina della solidarietà. Il Dipartimento della Protezione Civile attiva il numero 45500 a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto e grazie agli sms inviati dagli italiani vengono raccolti circa 15 milioni di euro. 14 settembre: Una donna di 31 anni, Tiziana Cantone, si suicida a Mugnano, nel Napoletano, dopo che sul web erano stati diffusi, fino a diventare ‘virali’, alcuni suoi video ‘hard’. La giovane aveva presentato una denuncia quasi un anno prima per violazione della privacy, ma non era servito a nulla. Meno di due mesi dopo, il Tribunale civile di Napoli Nord, condanna Facebook Ireland a pagare 7mila euro di spese legali in favore di Teresa Giglio, madre di Tiziana. Per il giudice, Facebook avrebbe dovuto rimuovere i contenuti relativi alla vicenda di Tiziana Cantone senza dover attendere necessariamente un provvedimento di un’autorità giudiziaria o amministrativa. La mamma di Tiziana intanto, continua la sua battaglia per chiedere che vengano rimossi tutti i video che continuano a comparire su alcuni siti, generando anche ingenti introiti ai gestori delle pagine web.

7 ottobre: l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino viene assolto dall’accusa di peculato, falso e truffa nell’ambito del processo sui rimborsi ottenuti per 56 cene e per la vicenda della onlus Imagine. La vicenda, un anno prima, aveva portato alle dimissioni in blocco dei 26 consiglieri comunali davanti a un notaio per mettere fine alla giunta Marino. ”Di fronte ad accuse così infamanti di media e politica è stata finalmente ristabilita la verità. Nella nostra Capitale un anno fa la nostra democrazia è stata lesa, la verità è stata negata e centinaia di migliaia di romani sono stati violentati nella loro scelta democratica” afferma Marino in conferenza stampa applaudito dai suoi sostenitori. 17 ottobre: Veronica Panarello viene condannata a 30 anni di reclusione per l’uccisione del piccolo figlio Loris. La giovane donna era accusata di avere strangolato il bimbo con una fascetta di plastica nella loro casa di Santa Croce Camerina, nel Ragusano, il 29 novembre 2014 e di averne poi occultato il cadavere. Due anni in cui la donna cambia continuamente versione, dalla tesi dell’incidente domestico per arrivare ad accusare il suocero. Ma il gup di Ragusa Andrea Reale non le crede, tanto che la richiesta di Panariello di poter avere un confronto con suo suocero Andrea Stival viene respinta. Alla lettura della sentenza, Veronica Panarello scoppia a piangere.

Redazione Cronache della Campania