Terremoto, delitti e allarme terrorismo: sono molti i fatti di CRONACA che hanno segnato il 2016. Dal sisma di agosto, che ha colpito il Centro Italia, facendo registrare circa 300 morti, passando per i fatti di sangue che più hanno scosso gli italiani, come l’omicidio di Luca Varani, fino a importanti sentenze che hanno messo la parola fine a grandi gialli, come la condanna all’ergastolo di Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio e quella a 30 anni di Veronica Panarello per aver ucciso il figlio Loris. E ancora: dal terribile omicidio a Roma della studentessa di 22 anni Sara Di Pietrantonio, strangolata e data alle fiamme dall’ex fidanzato Vincenzo Paduano alla svolta nel delitto di Garlasco, con un nuovo indagato per l’uccisione di Chiara Poggi e il via libera del procuratore generale di Milano Roberto Alfonso alla revisione del processo per Alberto Stasi, fino al conflitto a fuoco di Sesto San Giovanni (Milano), in cui è morto Anis Amri, l’attentatore che il 19 dicembre scorso ha lanciato un camion sulla folla del mercatino di Natale a Berlino, uccidendo 12 persone, tra cui l’italiana Fabrizia Di Lorenzo. 22 gennaio: a Roma nella notte crollano tre piani di un palazzo sul lungotevere Flaminio. Non si registrano vittime né feriti perché lo stabile era stato evacuato qualche ora prima del crollo dai vigili del fuoco, intervenuti sul posto in seguito a una segnalazione di un condomino che aveva notato delle lesioni sul muro. Il crollo interessa principalmente il quinto piano dove erano stati progettati i lavori di ristrutturazione. A distanza di quasi un anno, lo scorso 1 dicembre, le richieste di rinvio a giudizio per il reato di crollo colposo nei riguardi di 4 persone: l’architetto Massimo Canepa, il progettista dei lavori di ristrutturazione Roberto Mattei, il titolare della ditta che doveva fare i lavori Pasquale Fama e il proprietario dell’immobile Giuseppe Rigo De Righi.

6 marzo: l’omicidio di Luca Varani scuote la Capitale. Il giovane viene torturato e ucciso in un appartamento di via Igino Giordani, zona Collatina, nel corso di un festino a base di sesso, alcol e droga. Ad assassinarlo sono Manuel Foffo e il pr Marco Prato, che dopo averlo stordito lo colpiscono un centinaio di volte con un martello e infieriscono su di lui a coltellate. Foffo e Prato cercano di ripulire l’abitazione gettando gli abiti della vittima e il suo cellulare in un cassonetto, ma vengono arrestati poco dopo il delitto. “Volevamo uccidere qualcuno, volevamo vedere l’effetto che fa” dirà Foffo ai carabinieri. Proprio pochi giorni fa, il 21 dicembre scorso, il pubblico ministero di Roma Francesco Scavo ha chiesto il rinvio a giudizio dei due giovani con l’accusa di omicidio volontario premeditato e aggravato. 29 aprile: svolta nelle indagini sulla morte della piccola Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni caduta da un balcone nel Parco Verde di Caivano (Napoli) il 24 giugno 2014: con le accuse di violenza sessuale e omicidio, i carabinieri arrestano Raimondo Caputo, il compagno della vicina di casa della bambina. Il figlio della donna, Antonio Giglio, di appena 3 anni, era morto circa un anno prima di Fortuna in circostanze analoghe, cadendo da un balcone. Secondo i magistrati della Procura di Napoli Nord, Caputo avrebbe costretto la bambina a salire sul terrazzo all’ottavo piano dello stabile nel quale entrambi abitavano e l’avrebbe lanciata nel vuoto, probabilmente a seguito del rifiuto della bimba di subire l’ennesima violenza sessuale. L’uomo, sempre secondo l’accusa, avrebbe abusato sessualmente di altre due bambine, una delle quali compagna di gioco di Fortuna.

10 maggio: la Cassazione conferma tutte le condanne per l’aggressione a Lucia Annibali, l’avvocato di Pesaro sfregiata con l’acido nel 2013. La prima Sezione penale boccia i ricorsi della difesa di Luca Varani, l’ex fidanzato della donna condannato a 20 anni di reclusione, e dei due albanesi che lo hanno aiutato nel’aggressione con l’acido, Altistin Precetaj e Rubin Talaban, per i quali diventa definitiva la condanna a 12 anni. 29 maggio: la Capitale si sveglia sotto choc per l’orribile uccisione di Sara Di Pietrantonio, strangolata e data alle fiamme dall’ex fidanzato. La studentessa di 22 anni viene trovata all’alba carbonizzata nei pressi della sua auto in fiamme, in via della Magliana, alla periferia di Roma. Per l’omicidio viene fermato Vincenzo Paduano, 27 anni. Il giovane confessa di aver ucciso Sara al termine di un interrogatorio durato 8 ore. In base alle ricostruzioni degli investigatori, Paduano, guardia giurata, avrebbe costretto la ragazza a fermarsi e sarebbe entrato nella sua auto con in tasca una bottiglia di spirito. Lì, dopo aver discusso animatamente, il 27enne avrebbe gettato alcol in auto colpendo anche la giovane. Sara a quel punto sarebbe scesa dall’auto per cercare aiuto ma invano. Alcuni guidatori, almeno due secondo quanto accertato, pur avendola vista in difficoltà non si fermarono. Il giovane quindi, dopo aver dato alle fiamme l’auto della 22enne, la raggiunge, a circa 200 metri, la strangola e le dà fuoco con un accendino.

13 giugno: la Cassazione conferma la condanna a 20 anni di reclusione per Salvatore Parolisi per l’omicidio della moglie Melania Rea, 29 anni, scomparsa il 18 aprile 2011 sul Colle San Marco di Ascoli Piceno, dove era andata per trascorrere qualche ora all’aria aperta insieme al marito, militare del 235esimo Reggimento Piceno, e alla loro bambina di 18 mesi. E’ lo stesso marito di Melania, trascorsi una ventina di minuti, a dare l’allarme: Parolisi chiama i soccorsi e fa scattare le ricerche. Il corpo della donna viene scoperto due giorni dopo, il 20 aprile, in un bosco di Ripe di Civitella, nel Teramano, a circa 18 chilometri di distanza da Colle San Marco, poco lontano dalla località chiamata Casermette, dove si svolgono esercitazioni militari di tiro. Il cadavere presenta ferite di arma da taglio e una siringa conficcata sul corpo.

Redazione Cronache della Campania