Il procuratore facente funzioni di Aosta Pasquale Longarini, oltre a un viaggio in Marocco, ha ricevuto anche generi alimentari dall’imprenditore Gerardo Cuomo, titolare del Caseificio Valdostano, nato ad Agerola 54 anni fa e della gioielleria Aurum, che in cambio di informazioni e aiuti su una vicenda giudiziaria nella quale era coinvolto, avrebbe fornito regali a Longarini. In una nota dell’ordinanza di custodia cautelare a carico del procuratore di Aosta e dell’imprenditore, si legge che il 23 maggio 2016 gli investigatori hanno notato “Cuomo uscire dalla propria azienda casearia insieme a Longarini e caricare uno scatolone di merce sul sedile posteriore della jeep di proprietà” del magistrato. Da alcune conversazioni intercettate il 10 luglio 2016 “si comprende che Cuomo si reca verso le ore 20, 30 a casa del Procuratore per consegnargli delle mozzarelle”. In cambio Longarini si sarebbe interessato presso la Questura di Aosta “per far ottenere – senza peraltro riuscirvi – a un dipendente di Cuomo il rilascio della carta di soggiorno, necessaria per la stipulazione di un contratto di mutuo”. La lista dei favori che il magistrato avrebbe fatto all’imprenditore, a cui è legato da un “rapporto di solida amicizia”, per il gip di Milano, è molto più lunga.
Un “comportamento disinvolto e inopportuno”: così definisce Longarini il gip di Milano Giusy Barbara, che ha fissato per venerdì il suo interrogatorio di garanzia. “Le attività di intercettazioni delle utenze in uso a Longarini – scrive il gip – hanno poi consentito di verificare come Longarini svolga le sue funzioni di pubblico ministero presso la Procura di Aosta in modo che appare quantomeno disinvolto e inopportuno, dando suggerimenti ai suoi interlocutori, con in quali intrattiene rapporti confidenziali, su come comportarsi o che strategie processuali adottare nell’ambito di procedimenti penali iscritti presso quell’ufficio giudiziario ed assegnati allo stesso Longarini o ai suoi colleghi in un intreccio di rapporti che certamente dovrà essere approfondito dagli inquirenti”. Il gip Barbara valuta inoltre “più che concreto, oltre che attuale, il pericolo che, se lasciato libero Longarini continui ad abusare della sua funzione di pubblico ufficiale commettendo reati contro la pubblica amministrazione o contro l’amministrazione della giustizia in violazione dei doveri di imparzialità e correttezza su di lui incombenti”. Su Gerardo Cuomo, arrestato assieme a Longarini, il gip evidenzia che “è un soggetto particolarmente pericoloso ed è concreto il rischio che, se lasciato libero, lo stesso non esiti ad utilizzare le sue capacità e relazioni per commettere altri reati contro la pubblica amministrazione, se da ciò possano derivarne vantaggi per lui e per le sue aziende”. Ed emergono nell’ambito dell’inchiesta le intercettazioni del Procuratore anche con altri imprenditori che avrebbero beneficiato dei suoi consigli: “Ho parlato con Longarini…mi aveva detto stai tranquillo…adesso andrà a finire che al limite rimborso i 280 mila di Iva e basta”. Dice al telefono Sergio Barahier, titolare della gioielleria Aurum e socio e titolare di riferimento dell’Hotel Royal&Golf di Courmayeur in una conversazione intercettata lo scorso 2 luglio e agli atti dell’indagine milanese. L’intercettazione si riferisce a uno degli episodi contestati al magistrato: avrebbe “sollecitato” Barathier, imprenditore indagato per frode fiscale in un’inchiesta su Aurum e da lui coordinata, a sottoscrivere un contratto di forniture alimentari per l’hotel di superlusso a Courmayeur con il Caseificio Valdostano, assicurandogli, come si legge nel provvedimento di arresto, “che avrebbe dovuto pagare amministrativamente tutti gli importi dovuti, sanzioni comprese, ma che, sul piano penale, le cose si sarebbero potute sistemare”. In precedenza il contratto di fornitura era stato scartato per i costi della merce troppo onerosi, ma poi “l’obiettiva situazione alla quale (…) poteva sentirsi sottoposto”, gli fece cambiare idea e accettare la fornitura per una cifra tra i 70 e 100 mila euro con l’azienda di Cuomo con cui il magistrato “aveva un intenso rapporto di amicizia e frequentazione”.
Agli atti dell’indagine anche le confidenze di Barathier che lo scorso primo luglio, aveva confidato a un amico: “ma tu figurati che Longarini…, prima di andar via mi han detto: questo è quello che vediamo noi…loro mi han detto…poi lei faccia reclamo perchè ci ha già portato dei documenti che abbiamo visto…(…) Il giorno dopo il titolare di Aurum, parlando al telefono “dell’evasione di 590 mila” con tale Lidia, oltre ad averle detto di aver ricevuto rassicurazioni dal pm di stare “tranquillo”, aveva aggiunto: “ma Longarini penso che non…non succeda niente …almeno…quello che mi ha detto lui…”.

Redazione Cronache della Campania
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