Attendono l’interrogatorio di garanzia e proveranno a discolparsi le due donne che hanno ricattato un noto imprenditore di Piacenza con cui avevano passato una notte di sesso. Le due, una psicologa 37enne di Castellammare di Stabia, ma residente a Lucca, e di una 25enne di Castrovillari avrebbero minacciato un noto imprenditore piacentino che spaventato si è rivolto alla polizia. Per la denuncia, a settembre 2016 le due erano andate a Piacenza per un servizio fotografico osé, e la sera avevano cenato in un ristorante in provincia. Lì avevano conosciuto l’uomo, avevano parlato a lungo e terminato la serata nella sua auto facendo sesso a tre. Pochi giorni dopo la telefonata: “Abbiamo il video del rapporto, dacci 20mila euro altrimenti lo diffondiamo in rete”.

Mentre la donna parlava, il malcapitato è riuscito a percepire alcune voci di sottofondo di chiaro accento meridionale, elemento che, abbinato al raggiro, ha instillato nell’animo dell’uomo il timore davanti a qualche gesto o atteggiamento di stampo mafioso. Spaventato, nel settembre scorso, il 50enne ha raccontato tutto alla polizia che ha così deciso di avviare le intercettazioni telefoniche.

Alla fine, fortunatamente, la criminalità organizzata non c’entrava nulla, ma quello che hanno scoperto gli investigatori guidati dal dirigente Salvatore Blasco è comunque inquietante. Le due donne, una 37enne di Castellammare di Stabia ma residente a Lucca e una 25enne di Castrovillari, avevano raggiunto Piacenza per effettuare un servizio fotografico hard in un noto studio della città. Dopo una faticosa giornata di scatti, le ragazze avevano deciso di concedersi una cena in un ristorante della provincia, dove avevano incontrato l’imprenditore. Da lì l’idea del rapporto sessuale e del conseguente ricatto.

Nel corso delle indagini, coordinate dal pm Emilio Pisante, gli agenti di polizia hanno scoperto che la 37enne era in realtà una psicologa attiva a Lucca e che contemporaneamente stava ricattando anche i genitori di un suo giovane paziente: “Se non paga 3500 euro dico ai servizi sociali di togliervi il figlio”.

L’imprenditore si è rivolto alla Mobile che ha avviato indagini, coordinate dal Pm Emilio Pisante. Grazie anche a intercettazioni, gli agenti di Salvatore Blasco sono giunti alle due. Il gip Giuseppe Bersani ha emesso obbligo di firma per una e arresti domiciliari per l’altra, per tentata estorsione. La 25enne era stata paziente dell’altra poi sono diventate amiche.

 

 

Redazione Cronache della Campania