Corruzione al Pascale, sette gli arresti. Tredici gli indagati nell’inchiesta. IL VIDEO

Napoli. Corruzione al Pascale: le misure cautelari sono state disposte dal gip del tribunale di Napoli Maria Gabriella Pepe, su richiesta dei pubblici ministeri Celeste Carrano e Henry John Woodcock. Nel procedimento gli indagati sono complessivamente 13: per sette di loro è stata disposta la misura degli arresti domiciliari. Il gip ha, invece, rigettato la richiesta di misura cautelare nei riguardi di altri indagati. Il sequestro di due milioni di euro circa, pari al valore complessivo dei contratti contestati agli indagati, è stato fatto a valere sui conti correnti di Francesco Izzo, direttore della struttura complessa di chirurgia oncologica addominale ad indirizzo epatobiliare del Pascale, della moglie Giulia Di Capua, anche lei finita ai domiciliari, e delle società Gi.med. srl e Gdc Medicali srl.
“Un modus operandi squallido”. Cosi’ il giudice per le indagini preliminari di Napoli descrive la condotta di medici e imprenditori che sono stati arrestati questa mattina su richiesta della Procura partenopea per il reato di corruzione. “Il nostro stato d’animo e’ di amarezza. Sia per quanto abbiamo accertato nel corso dell’inchiesta, sia per i ruoli delle persone coinvolte – aggiunge Alfonso D’Avino, procuratore aggiunto di Napoli – dopo vent’anni dalla prima indagini di questa procura si torna a parlare di tangenti sui farmaci e poi in un ospedale d’eccellenza come il Pascale che tratta malattie delicate”. “Abbiamo accertato – continua – che le società coinvolte e le persone che arrestate condizionavano la gara anche in corso d’opera, accordandosi di volta in volta a seconda della loro necessita’”. Del ruolo dell’attuale direttore generale dell’Asl Abbondante parla il procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, facente funzioni di capo della Procura di Napoli. “Pur essendo a conoscenza dei fatti, in violazione dell’obbligo di bloccare l’evento, si è reso corresponsabile dello stesso – spiega – c’e’ un altro filone da approfondire e riguarda una somma di denaro ottenuta da Francesco Izzo per un informatore scientifico della Bayer in cambio del raddoppio della fornitura di un dato farmaco prescritto da Izzo stesso e dall’ospedale in generale”.

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