Camorra, il clan Lo Russo e gli appalti truccati al Santobono: in 20 rischiano il processo. LE INTERCETTAZIONI, I NOMI

Le indagini sono chiuse e il 15 giugno si andrà sotto processo. Le accuse sono di associazione camorristica e corruzione. Perché, secondo i pm, c’erano imprenditori, ma- novrati dal clan Lo Russo di Miano che in accordo con medici e funzionari dell’ospedale Santobono, riuscivano a vincere appalti. In particolare uno, quello della pulizia del noscomio gestito dalla “Kuadra”. Il pm ha chiuso le indagini e chiesto per tutti il rinvio a giudizio. A meno di un anno dal ciclone degli arresti arrivati nel giugno scorso prima con il pentimento di Mario Lo Russo e poi con quello del fratello Carlo si è chiuso il cerchio attorno ai presunti responsabili degli atti di corruttela. Uno degli imprenditori ha raccontato di aver “…elargito sistematicamente, a un impiegato del Santobono, almeno in sette o otto occasioni alcune centinaia di euro per velocizzare la liquidazione delle fatture emesse…Avevo bisogno della immediata liquidazione per poter pagare i dipendenti e poiché le banche non mi sostengono abbastanza, avevo la necessità di far anteporre le mie fatture alle altre. Voglio dire che di regola la pubblica amministrazione paga in ritardo ma a fronte del pagamento della tangente l’impiegato mi pagava nei termini”. Una società cooperativa recuperò 400mila euro di crediti da vari Comuni e puntuale arrivò la visita del clan: “Guarda che ti faccio sparire uno dei tuoi figli e pure il nonno” fu la minaccia per avere una parte dei soldi. I classici metodi mafiosi erano anche quelli utilizzati verso i sindacalisti che non si piegavano subito alle disposizioni degli uomini del clan: “Tu lo chiami, lo fai venire e io me ne vado con lui da quelli di Miano mo’ mo’”. La società Kuadra era per gli inquirenti una sorta di altro “…ramo dell’azienda criminale, …la via per le cose più pulite” di cui parla De Angioletti quando al bosspentito Carlo Lo Russo,  uscito di galera lo scorso anno e di nuovo al vertice dell’organizzazione, spiega i dettagli dell’affare da abbinare alla droga e alle estorsioni.  In uno dei verbali del boss pentito Mario Lo Russo, agli atti dell’inchiesta si legge: “…Mi viene chiesto se alla cli­nica avessimo la possibilità di farci fare certificati falsi e ri­spondo tranquillamente di sì, nel senso che anche se a me non è capitato era palese che potessi ottenerli quando vole­vo…”. L’organizzazione camorristica imponeva assunzioni di propri uomini (anche fittizie) nella ditta che si aggiudicava gli appalti e oleava i rapporti con imprenditori e insospettabili per far sì che i lavori fossero assegnati alle ditte di sua conoscenza. Le mazzette erano anche un modo per recuperare crediti e agevolare i pagamenti dei lavori eseguiti negli ospedali ovviando ai ritardi della pubblica amministrazione. L’affare  rendeva dai 30 ai 40mila euro al mese clan.

Ha raccontato sempre Mario Lo Russo ai magistrati della Dda napoletana:”…era Giulio De Angioletti il nostro uomo che teneva i rapporti con gli ospedali napoletani. A lui si rivolgevano in tanti, persino un carabiniere…la cosa bella è stata il fatto del carabiniere che voleva sistemare la figlia e lui col c… che l’ha sistemata”. Mentre lo stesso DeAngioletti si mise subito a disposizione per Maria Liacciardi della Masseria Cardone di Secondiglioano che lo contattò per chiedergli una sorta di raccomandazione per ottenere la terapia per un parente malato. “Il parente aveva due ore di permesso dall’una alle tre perché è malato di cuore e si andava a fare la terapia. Un bel momento non gliela diedero più e Maria Licciardi mi disse: Giulio, mi puoi fare il piacere tu che li conosci?”.  mario Lo Russo ha spiegato agli inevstigatori come funzionava il “sistema Lo Russo” negli ospedali e le sue dichiarazioni hanno portato il mese scorso a una dozzina di ordinane du custodia cautelare in carcere:”…Con la società Kuadra -ha raccontato Mario Lo Russo- il clan  opera all’interno di numerosi ospedali della zona collinare…L’ospedale Don Bosco è nelle mani dei Contini mentre gli ospedali della zona centrale (Ascalesi, Annunziata, Incurabili) sono pure controllati, sempre per quanto riguarda il settore degli appalti, dal clan Lo Russo tramite società gestite dal clan Lo Russo. I sindacalisti amici consentono al clan di assegnare posti di lavoro  dietro pagamento, ovviamente di intesa con le ditte gestite dal clan, e in particolare con la Kuadra”.

I 20 INDAGATI

ALEMAGNA MASSIMO
LAMA RICCARDO
DE ANGIOLETTI GIULIO
ORRÙ FRANCESCO
FESTA ANTONIO
BASELICE ROSARIO
MASTELLA ALFREDO
LAUDANO PASQUALE
SOLITARIO LUIGI
ARIELLO GIUSEPPE
LO RUSSO VINCENZO
LO RUSSO MARIO
LO RUSSO GIUSEPPE
RUSSO GAETANO
QUAGLIARELLO SALVATORE
TRIASSI MARIA
CAPASSO ALDO
DELFINO MARIO
CATALDO GIUSEPPE
FORNASA DARIO

(nella foto da sinistra Mario Lo Russo, Giuseppe Lo Russo, Vincenzo Lo Russo e Giulio De Angioletti)