Al Museo Nitsch per il Napoli Teatro Festival Italia, Antonella Stefanucci presenta “L’artista incompresa”, un testo di Domenico Ciruzzi, in scena da sabato 1 a lunedì 3 luglio (con quattro repliche al giorno, ciascuna della durata di 20 minuti, alle ore 19, 20, 21 e 22). “Una piecè teatrale di avant-garde comique” nella definizione che ne fornisce l’interprete. Antonella Stefanucci – strizzando l’occhio alla “scultura vivente” di Gilbert & George, alle “donne-statua” di Vanessa Beecroft e più in generale alle performance di Marina Abramovic – propone un’ironica riflessione sul ruolo dell’arte nella società contemporanea. In una bacheca di plexiglass vive Virus, un’artista incompresa che filma se stessa con un telefonino: “È la storia di un artista visivo con le sue problematiche e le sue divagazioni. È la rottura dell’arte intesa come santuario, come oggetto intoccabile e spesso indecifrabile. È il quotidiano dell’arte”. Mantenendo la capacità di sorprendere con cambi di registro e salti imprevedibili, Antonella Stefanucci (che nel suo percorso artistico al teatro ha associato varie incursioni televisive) negli ultimi anni ha collaborato con Francesco Saponaro al laboratorio Occhi gettati (tratto dai testi di Enzo Moscato). Per il Teatro Stabile nazionale di Napoli ha recitato ne In memoria di una signora amica e Dalla parte di Zeno di Valeria Parrella. “Questo spettacolo è una tappa importante del mio percorso – spiega la Stefanucci – perché rappresenta dopo anni di carriera una riflessione (non soltanto professionale) su dove l’artista e l’opera diventano una cosa sola. Sono nata e cresciuta tra le opere d’arte ed ho trascorso spesso da bambina le mie vacanze tra un museo, un padiglione della Biennale di Venezia ed i festival di teatro. Con occhio dissacratorio ma con grande amore e tenerezza racconto il mio tragi-comico delirio d’artista”. Antonella Stefanucci dirige un laboratorio teatrale sull’integrazione delle lingue presso il centro interculturale Officine gomitoli. 

Regina Ada Scarico