Castellammare, facevano assumere pescivendoli come operai specializzati in Fincantieri: chiesti 24 anni di carcere

Castellammare di Stabia. Assumevano fruttivendoli e pescivendoli come operai specializzati nonostante non ne avessero le competenze, venivano spostati da una parte all’ altra perché “non sapevano fare nulla”. Alcune assunzioni erano imposte alle ditte che lavorano in Fincantieri direttamente da un dipendente dell’ azienda madre. Così il pm della procura di Torre Annunziata, Maria Benincasa, ha condannato tutti e cinque gli operai accusati di estorsioni ai danni di aziende che lavorano nello stabilimento stabiese. Le richieste di condanna sono pesanti: 9 anni per Antonio Vollono, il sindacalista dipendente di Fincantieri; 7 anni ciascuno sono stati chiesti per Francesco Amoroso e Catello Schettino; 5 anni e mezzo per Catello Scarpato e 3 anni e mezzo per suo fratello Ferdinando.
Le parti offese riconosciute sono gli imprenditori Paolo Pascucci e Antonio Imazio con le loro aziende, secondo l’accusa tutto nasce da Vollono che dirigeva le richieste estorsive. Alcuni episodi sono stati ritenuti emblematici dall’ accusa, come il sequestro di persona subito da Antonio Imazio che sarebbe stato costretto nel febbraio 2015 a far salire in macchina alcuni operai tra cui Nicola Tramparulo, già condannato anche in Appello a 5 anni di reclusione che gli avrebbero raccomandato di assumere “le persone che ti indicherà uno di Fincantieri, senza fare problemi”. Dopo due settimane, da Imazio sarebbe poi arrivato Vollono, che avrebbe imposto le assunzioni di alcuni amici e parenti, tra cui la figlia di Amoroso “che non si è mai recata sul posto di lavoro, ma ha incassato regolarmente lo stipendio”. Da aggiungere poi gli scioperi pilotati, i boicottaggi nell’ utilizzo delle macchine da lavoro e il conseguente ritardo sull’ avanzamento dei lavori e danni all’ azienda. Tra una settimana toccherà alle difese provare a smontare le accuse avanzate in sede di requisitoria dalla Procura.